Peschiera, in attesa del ballottaggio, i verdetti delle comunali, pollice giù per Peschiera Riparte e Fratelli d’Italia, pollice su per Carmen Di Matteo

In crescita l’affluenza, questa tornata elettorale ha visto 3882 voti validi in più rispetto alle regionali del 2023 e 2136 in più rispetto alle comunali del 2021

Uno dei seggi elettorali a San Bovio

Uno dei seggi elettorali a San Bovio

Ci concentriamo sull’analisi del voto a Peschiera Borromeo in quanto in questo comune è previsto il voto di ballottaggio tra 12 giorni; il 23 e 24 giugno. Sicuramente un dato di grande rilevanza riguarda l’affluenza alle urne, è un dato che è andato in controtendenza sia rispetto alle ultime rilevazioni elettorali sia rispetto al dato nazionale. Infatti, a Peschiera Borromeo nel 2021 per le precedenti elezioni amministrative ci sono stati 8660 voti validi, per le regionali 2023 c’erano 6908 voti validi, mentre per le attuali elezioni 10790 voti validi. Ci auguriamo che questa tendenza possa continuare in modo positivo anche se questo dato è molto influenzato dalle dinamiche politiche in relazione a quanto promesso, a quanto necessario fare e a quanto verrà effettivamente fatto dalla classe politica di turno. Però è innegabile, e non possiamo nasconderci dietro alla foglia di fico, che ci sono stati sicuramente degli sconfitti anche se in diversa misura. La sconfitta più rilevante è quella incassata da Peschiera Riparte che vede diminuire i suoi voti in maniera molto rilevante, si passa da un dato del 22,75% del 2021 (1970 voti) ad un dato del 8,16% (880 voti), se ne deduce che la spinta propulsiva anti sistemica partitica, soprattutto nell’ambito del centrosinistra, nata in occasione delle elezioni amministrative del 2016 non ha trovato l’humus adatto per eradicare. Un altro sconfitto è il partito di Fratelli d’Italia che vede una forte perdita dei consensi tra Europee 2024 (28,87% con 3280 voti) rispetto alle elezioni amministrative (14,30% con 1543 voti) anche se ha un ampio incremento rispetto al 2021 (9,34% con 809 voti); se ne deduce che i problemi locali, sia amministrativi sia di partito, sono stati ascrivibili, da parte del corpo elettorale, ai vertici di FdI e su questo la direzione di FdI locale dovrebbe fare un’accurata analisi perché se il voto di appartenenza, tipico del centrodestra, non regge vuol dire che ci sono forti problemi a livello locale. Un altro sconfitto è la Lega che vede quasi dimezzare i suoi voti da 758 (8,75% nel 2021) a 4,77% (515 voti nel 2024), evidentemente la decisione di aumentare l’IRPEF nel 2024 dall’amministrazione Accosa, portato avanti politicamente dall’assessore al bilancio in quota Lega, ha penalizzato questo partito. In attesa di conoscere l’esito del ballottaggio possiamo sicuramente affermare che un vincente c’è ed è Carmen Di Matteo che ha conseguito un risultato importante con due liste civiche ed evidentemente ha pagato il fatto di portare gente nuova, giovane, non politicamente schierata nell’agone della politica locale dando così una possibilità di alternativa. Nella fase del ballottaggio la legge prevede la possibilità di fare apparentamenti formali o informali, facciamo fatica a capire, anche in considerazione che la politica ha comunque un’etica, pensare che chi ha presentato progetti diversi, chi ha perseguito anche attraverso i social, una modalità di messaggio di contrapposizione anche attraverso contumelie ed accuse possa pensare di lasciare tutto alla spalle e raggiungere un accordo tra il primo e il secondo turno. I cittadini vedrebbero ciò come una cattiva (non vecchia) modalità di fare politica legata ad una logica spartitoria delle poltrone e degli incarichi ed alimenterebbe quel senso di disgusto della politica che porta ad essere l’astensionismo il primo partito di ogni elezione. Che ognuno dei contendenti vada avanti con le proprie idee di sviluppo della città, di modalità di gestione del bene comune, di interlocuzione con i cittadini e che il voto del 23 e 24 giugno 2024 non sia drogato da una logica di consociativismo ormai datata, abusata e mal sopportata dalla cittadinanza.

Enrico Dandolo