Oggi è possibile riconoscere i disturbi dell’apprendimento (DSA), e intervenire con successo
La Dott.ssa Erica Ilari spiega come l’attenzione crescente di genitori e insegnanti permetta una diagnosi più frequente che in passato

06 maggio 2019
Quando fare i compiti è un problema
Se il momento dei compiti pomeridiani è vissuto con molta fatica, se nonostante la ripetizione continua dei concetti questi sembrano non essere memorizzati, se sono frequenti errori ortografici e difficoltà di lettura, potremmo trovarci di fronte ad un bambino o ragazzo con difficoltà di apprendimento.
Cosa sono i DSA?
Sono problemi molto diffusi?
I disturbi dell’apprendimento hanno, in Italia, un’incidenza del 5%. Il dato è però in aumento e le diagnosi più frequenti, sia grazie alla conoscenza sempre maggiore del fenomeno che all’attenzione crescente da parte di genitori ed insegnanti.
Sono legati all’intelligenza?
Quindi cosa si può fare?
La prima cosa necessaria è quella di rivolgersi ad uno psicologo per effettuare una diagnosi, a seguito della quale verrà stabilito un piano personalizzato per la gestione della difficoltà. Da un lato si cercherà di rendere la persona più autonoma, migliorando le abilità e competenze che già possiede, dall’altro si lavorerà sull’autostima evitando il senso di frustrazione e inadeguatezza che spesso si presenta in questi casi.
La Dott.ssa Erica Ilari, psicologa, chiarisce a 7giorni alcuni importanti aspetti.
Frequentemente confusi con la svogliatezza e la poca applicazione nello studio, con il termine DSA si identificano i disturbi specifici dell’apprendimento. Solitamente si manifestano con l’ingresso a scuola e si classificano in base all’area che coinvolgono: la dislessia (che coinvolge l’accuratezza, velocità e fluenza nella lettura), la disortografia (che genera problemi nell’espressione scritta, nello spelling, nell’utilizzo della grammatica e della punteggiatura), la disgrafia (che, spesso associata alla disortografia, si manifesta con difficoltà nella gestione dello spazio sul foglio, problemi nel riprodurre i segni grafici e impugnatura della penna) e la discalculia (che rende difficile il ragionamento matematico, la comprensione di numeri e il calcolo mentale).
I disturbi dell’apprendimento hanno, in Italia, un’incidenza del 5%. Il dato è però in aumento e le diagnosi più frequenti, sia grazie alla conoscenza sempre maggiore del fenomeno che all’attenzione crescente da parte di genitori ed insegnanti.
Sono legati all’intelligenza?
No, è importante sottolineare come i bambini e ragazzi che fanno i conti con questi problemi non siano meno intelligenti dei coetanei, e tanti adulti con brillanti carriere potrebbero avere alle spalle un disturbo dell’apprendimento; si pensa addirittura che grandi scienziati come Galileo Galilei e Leonardo Da Vinci soffrissero di dislessia. È però da notare che queste difficoltà, se non opportunamente gestite, possono rendere gli anni di studio molto difficoltosi sia da un punto di vista prettamente scolastico che da un punto di vista psicologico.
La prima cosa necessaria è quella di rivolgersi ad uno psicologo per effettuare una diagnosi, a seguito della quale verrà stabilito un piano personalizzato per la gestione della difficoltà. Da un lato si cercherà di rendere la persona più autonoma, migliorando le abilità e competenze che già possiede, dall’altro si lavorerà sull’autostima evitando il senso di frustrazione e inadeguatezza che spesso si presenta in questi casi.
La Dott.ssa Ilari riceve su appuntamento a Peschiera Borromeo.
Tel: 370.33.82.668 E-mail [email protected]
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Erica Ilari psicologa
06 maggio 2019