Elezioni comunali: la politica dovrebbe essere uno strumento al servizio della cittadinanza, non degli interessi di alcuni dirigenti di partito

La logica di comporre liste basate sul consenso dei leader nazionali, anziché sulle reali esigenze e sfide locali, è una forma di opportunismo politico che mina la fiducia nell'intero processo elettorale

Giulio Carnevale vicedirettore di 7giorni

Giulio Carnevale vicedirettore di 7giorni

Le elezioni comunali rappresentano un momento cruciale per la vita democratica di una comunità locale. Sono l'occasione per i cittadini di esprimere la propria volontà, scegliendo coloro che li rappresenteranno e che saranno responsabili di prendere decisioni importanti per il benessere e lo sviluppo del territorio. Tuttavia, recentemente abbiamo assistito a un fenomeno preoccupante, evidenziato dalle elezioni comunali a Peschiera Borromeo e che rischia di estendersi anche ad altre realtà: la mancanza di rappresentanza genuina e autentica dei cittadini da parte dei partiti politici tradizionali.

È evidente che alcuni partiti di centrodestra e centrosinistra non sono stati in grado di presentare una lista che rifletta veramente il tessuto sociale e le esigenze della comunità locale. Questo contrasta nettamente con l'esempio positivo dato da altre forze politiche nazionali rappresentate a livello locale egreggiamente, che hanno incluso nelle loro liste individui residenti o attivi sul territorio. 

Chi rappresenta il territorio dimostra con la proria candidatura, un legame tangibile con la realtà locale e una volontà concreta di servire la comunità, piuttosto che perseguire solo ambizioni di carriera politica o soddisfare gli appetiti di potere delle correnti interne dei grandi partiti.

È triste constatare che coloro che si dedicano al servizio del proprio territorio con spirito di sacrificio e senza ambizioni personali sono spesso costretti a convergere sulle liste civiche, a causa dell'incapacità dei veri partiti di rispettare le decisioni dei loro membri locali. Troppo spesso assistiamo a un'egemonia delle correnti interne, che cercano solo di soddisfare i loro interessi di potere anziché ascoltare e rispettare le esigenze della base elettorale.

Questa tendenza ha conseguenze dirette sulla partecipazione al voto. Quando i cittadini non si sentono rappresentati dai partiti tradizionali, tendono ad allontanarsi dalla politica o a cercare alternative, contribuendo così a erodere la fiducia nel sistema democratico. La logica di comporre liste basate sul consenso dei leader nazionali, anziché sulle reali esigenze e sfide locali, è una forma di opportunismo politico che mina la fiducia nell'intero processo elettorale.

È fondamentale che i partiti politici riflettano seriamente su questo modo di agire a livello locale. La politica dovrebbe essere uno strumento al servizio della cittadinanza, non degli interessi dei dirigenti di partito. Invito quindi i cittadini a considerare attentamente le persone dietro i simboli dei partiti alle elezioni comunali. Solo attraverso una scelta consapevole e informata delle persone, anziché dei partiti, possiamo garantire una politica veramente utile e responsabile per la nostra comunità. Speriamo che i partiti stessi prendano atto di questa riflessione e intraprendano una seria autocritica per migliorare il loro modo di operare a livello locale.
Giulio Carnevale