Carengione - Muzzetta e Lambro - Addetta, diventano aree naturali: 8326 ettari salvaguardati dalla Legge nazionale sui parchi
Un sì convinto dei Sindaci alla creazione di 8 isole naturali nel Parco Sud., Coldiretti e Confagricoltura lamentano mancanza di ascolto. Lucente: «con questo progetto si colpisce l’agricoltura»

Le sorgenti della Muzzetta, situate tra i Comuni di Rodano e Settala
17 febbraio 2021
Il 12 febbraio 2021. L’Assemblea dei sindaci del Parco Agricolo Sud Milano ha deliberato a grande maggioranza (42 sì, 13 no e 7 astenuti), la creazione di 8 “isole” naturali non comunicanti tra loro (per un totale di 8.326 ettari): Fontanile Nuovo di Bareggio-Bosco di Cusago; Campagna di Buccinasco-Noviglio-Zibido, Zona Umida di Pasturago e corso del Ticinello; Oasi di Lacchiarella e il lago di Basiglio, Lambro e Addetta, Carengione e Muzzetta; Parco dei Fontanili di Rho e Bosco in Città; Lambro Meridionale.
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La tabella riassuntiva del voto pubblicata dall'Associazione per il Parco Sud.
In pratica queste aree diventeranno Parchi nazionali e saranno disciplinati dalla Legge quadro sulle Aree Protette” (L. 394 del 6 dicembre 1991),
vere e proprie riserve tutelate da stringenti norme. In questi
territori sarà vietata la caccia e nuove attività di escavazione, mentre
si potranno continuare le attività agricole, anche quelle effettuate
con metodi tradizionali. Anzi, con tale istituzione scrive
l’Associazione per il Parco Sud «gli operatori agricole all’interno
di queste aree naturale potranno più facilmente ottenere finanziamenti
pubblici migliorare le colture, come per esempio il biologico o
impiantare vegetazione sulle rive delle rogge».
«Ancora
una volta un Parco che per definizione è “Agricolo” non tiene in minimo
conto la posizione degli agricoltori. Dopo il Comitato tecnico e il
Consiglio direttivo, con il voto di oggi anche l’Assemblea dei sindaci
del PASM ha disatteso le richieste della grande maggioranza del mondo
agricolo milanese contro un’iniziativa calata dall’alto, che porterà
ulteriori vincoli all’attività agricola». Alessandro Rota,
Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, commenta
così l’approvazione da parte dell’Assemblea dei sindaci del Parco
Agricolo Sud Milano della proposta di perimetro e del documento
di indirizzo per l’istituzione del Parco Naturale su circa 9 mila ettari
di territorio.
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La protesta della Confagricoltura e della Coldiretti davanti al Pirellone
«La Regione Lombardia è contraria alla trasformazione di quasi 9.000 ettari del Parco agricolo sud di Milano in area naturale» ha spiegato ieri 16 febbraio l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi,
che, oggi, ha ricevuto dai rappresentanti di Coldiretti e
Confagricoltura una petizione, firmata da un migliaio di imprenditori
agricoli, contro la trasformazione di circa 9.000 ettari del Parco
Agricolo Sud Milano in area naturale. «La connotazione agricola del parco – ha aggiunto il membro della Giunta Fontana - è
già garanzia ambientale. La presenza di aziende agricole fornisce al
territorio una economia sana, è sinonimo di cibo a filiera corta e
rappresenta una importante cintura verde per l'area metropolitana di
Milano. Non vogliamo arrivare allo scontro istituzionale con i sindaci
che hanno sostenuto questa proposta e con la governance del Parco, ma di
sicuro questa azione non va bene proprio perché risulta essere
divisiva. Regione Lombardia è a disposizione per cercare una mediazione.
Auspico la disponibilità da parte di tutti ad ascoltare chi lavora la
terra e produce cibo sicuro e di qualità per i milanesi. Parliamo
peraltro di una agricoltura sostenibile, multifunzionale, innovativa.
Gli agricoltori sono i protagonisti del mantenimento ambientale e
paesaggistico del Parco, non la parte da punire»
17 febbraio 2021