Melegnano un'isola felice non soggetta a nefandezze?
«È assolutamente scorretto continuare a comportarsi come se Melegnano non fosse soggetta ad alcuna infezione»

Don Sturzo diceva: «Servire e non servirsi del potere»
Si continua ad auspicare un cambiamento ma siamo noi i primi a doverlo attuare smettendo di parlare e incominciando ad agire. I recenti fatti d'inchiesta, rinvii a giudizio, corruzioni e tangenti riguardano personaggi e appalti che toccano da vicino il comune di Melegnano. Il primo caso riguarda Mantovani e Bianchi, con il relativo progetto di finanza e appalto ventennale del servizio cimiteriale per un importo di €10.500.000. Il secondo invece tratta della scelta della nostra amministrazione di proporre un progetto di finanza, di circa € 6.000.000, per l’illuminazione pubblica alla società Prima Vera Spa. Quest’ultima già sotto sequestro preventivo per l’equivalente di beni mobili e immobili, conti correnti e quote societarie per un’ ammontare di € 2.562.802, per l’indagine relativa alla commessa Azienda Ospedaliera S.Antonio Abate di Gallarate. L’amministrazione, dopo essere stata messa a conoscenza del fatto da parte delle minoranze, non ha esitato nel proseguire la pratica con tale società. La moralità politica è un concetto assai vasto e paradossalmente spesso è proprio dietro la “trasparenza degli atti” che si celano le peggiori nefandezze. Dunque ci si chiede: La nostra amministrazione ci è o ci fa? Basta dire «non sapevamo», per giustificare certe scelte? E’ assolutamente scorretto continuare a comportarsi come se Melegnano fosse un’isola felice non soggetta ad alcuna infezione.
Martina Papetti