La vicesindaca della Città Metropolitana precisa la sua posizione sulla questione del prolungamento della metropolitana nel Sud Est Milano
In riferimento
all'articolo apparso ieri, 6 marzo, sul vostro quotidiano, che riporta mie
dichiarazioni, ci terrei a fare alcune precisazioni. Il prolungamento della MM3
fino a Paullo non è finanziariamente sostenibile oggi, il che non significa che
non sarà possibile realizzarlo in futuro, o, ancora, che io sia personalmente
contraria a questo prolungamento. Chi mi conosce sa che da sempre sono una
sostenitrice della mobilità sostenibile, in particolar modo su ferro. La Città
metropolitana ha, come tutti sappiamo, delle difficoltà di bilancio che
consentono, faticosamente, di mantenere i livelli di servizi di nostra
competenza. È evidente quindi che, nelle condizioni attuali, la Città
metropolitana non possa compiere investimenti su progetti a lungo termine.
Promettere il contrario equivale a mentire. Resto convinta che il trasporto
pubblico locale di area vasta sia non solo una funzione fondamentale della Città
metropolitana di Milano, ma uno degli strumenti fondamentali con il quale
possiamo indirizzare lo sviluppo strategico del territorio, soprattutto in
chiave sostenibile, essendo il principale sistema per abbattere traffico e
inquinamento. Non a caso, infatti, come voi sicuramente sapete, il Piano
Strategico della Città metropolitana approvato lo scorso anno, prevede per il
trasporto pubblico e il suo sviluppo un ruolo centrale. Voglio dire con forza
qui che il trasporto pubblico è qualcosa su cui si deve investire con continuità
e coerenza. La soluzione che ho prospettato nell'incontro dell'altra sera,
ovvero la creazione di una linea bus rapid transit fino a Segrate per creare un
nodo intermodale con il passante FS e la MM4, oggi appare un rimedio
percorribile. Non ho la presunzione di pensare che questa sia “la soluzione”,
però è qualcosa di concreto che si può realizzare, con una spesa contenuta e in
tempi relativamente rapidi. Ciò non toglie che in futuro, in presenza di fondi
certi, si possa trasformare la strada preferenziale del bus nella sede dei
binari per la MM3.
Concludo chiarendo due aspetti: il primo, molto
semplicemente, riguarda la Città metropolitana, la quale non solo non spreca in
nessun modo i danari, ma anzi, pur in scarsità di risorse, continua a garantire
i servizi. Il secondo aspetto che vorrei chiarire è che bisogna ragionare, in
questi casi, in un'ottica di medio termine e di sviluppo delle reti dei servizi.
Dire che “le politiche di mobilità sono dettate dai centri commerciali”
significa non capire nulla di politiche di mobilità.
Con cordialità,
Arianna Censi, vicesindaca della Città
metropolitana di Milano